A Cesare e a Dio. Guerra e violenza in controluce by Emanuele Severino

By Emanuele Severino

Show description

Read or Download A Cesare e a Dio. Guerra e violenza in controluce PDF

Similar italian books

Fuga dalla storia? La rivoluzione russa e la rivoluzione cinese oggi

Napoli, 2012; br. , pp. 312, cm 11,5x19,5. (Diotima. Questioni di Filos. E Politica. 13). Nel 1818, in piena Restaurazione e in un momento in cui il fallimento della rivoluzione francese appariva evidente, anche coloro che inizialmente l'avevano salutata con favore prendevano le distanze dalla vicenda storica iniziata nel 1789: period stata un vergognoso tradimento di nobili ideali.

Additional resources for A Cesare e a Dio. Guerra e violenza in controluce

Example text

Come presi da un’improvvisa follia, si riuniscono e puntano verso un’unica direzione, senza più deviare. Ciò che più colpisce in queste moltitudini in marcia verso la morte è la loro somiglianza con un esercito all’attacco. L’orda migratoria dei lemming (sui quali sembra si posseggano maggiori notizie) è in prevalenza composta da esemplari giovani. La spiegazione generalmente fornita è che quando si produce una crescita abnorme della prolificità il gruppo reagisce con un suicidio collettivo. Il riferimento di Bouthoul al comportamento animale è in linea con la sua tendenza a considerare la guerra come un fatto biologico e quindi analizzabile con gli strumenti concettuali della biologia e in particolare della biologia matematica.

Il professor Zichichi, nell’interpretazione da lui data del convegno di Erice – i problemi di un eventuale conflitto atomico possono essere discussi seriamente solo dai fisici nucleari –, ha probabilmente confuso le due competenze. Quanto si è detto può essere inteso come un elogio della pazzia coerente. Il calcolo delle superpotenze, che include come elemento emergente il calcolo strategico, e che ormai rende oggetto di calcolo il mondo intero, è la forma più rigorosa in cui culmina lo sviluppo della nostra civiltà.

Esprimevo questo concetto anche in un articolo sul «Corriere» del 1975 (22/9/75, Proposta per il PCI) – ma è ormai una decina d’anni che ne vado scrivendo. La “via nazionale al socialismo”, da Togliatti a Berlinguer, non è altro, infatti, che il riconoscimento dell’impossibilità di distruggere con la forza il capitalismo in un’Italia appartenente alla sfera di influenza statunitense. Altrimenti, per quale motivo un grande partito come il PCI avrebbe dovuto mettere da parte le sue tradizioni rivoluzionarie?

Download PDF sample

Rated 4.53 of 5 – based on 27 votes